#soloaroma

Ogni volta che vado fuori per lavoro mi scontro con persone che con andamento lento parlano male della mia città di default, senza nemmeno accorgersene.
La maggior parte dei romani se ne frega. Questo è il termine esatto. Invecchiando, come Camilleri credo che il meglio dei propri sentimenti e ironia non si possa che esprimere con il dialetto di fronte a questi individui prigionieri di luoghi comuni e privi dell'intelletto necessario al senso dell'ironia. Gente che mi offende senza accorgersene. Allora ecco qui dimostrata la nostra superiorità che viene proprio dal volgo rassegnato alla convivenza con tutti i mali di questo meraviglioso Paese che si concentrano, ovviamente, nella sua Capitale.
Qui ancora si riesce ad amare come pochi.




Si convive con l'apoteosi di tutta la Burocrazia esistente -con la B maiuscola.

Si ha una sorta di ostilità per le correnti new age, per i vegani che proliferano invece al Nord, e in generale per gli chef che non sanno quel che dicono. Tanto e vero che il famoso detto "sei più farso de na monete da 5 euri" si è trasformato in "sei più farso de la matriciana de Cracco".

 Che ci piace dormire è assolutamente vero, ma è pur vero che tolleriamo male gli scocciatori inutili.
Dove però la nostra ironia e la voglia di arrangiarsi sviluppa al meglio le sue capacità è con i problemi eterni del traffico e della politica che ci abbandona.
Infine  su tutto, vince una sorta di rassegnazione più che zen, proprio romanesca, il chissenefrega atavico, il "fate un po'come ve pare" congenito, che pure i ragazzini dicono ai genitori dopo le lallazioni.


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